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	<title>Nutribene &#8211; Dott.ssa Benedetta Bovini</title>
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		<title>Sana alimentazione ed attività fisica: l’accoppiata vincente a partire dai più giovani</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 11:07:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Una sana alimentazione in età scolare è essenziale per un adeguato sviluppo sia fisico che cognitivo ma soprattutto affinché si instaurino delle corrette abitudini alimentari che perdurino nel tempo. Ad oggi emerge che queste ultime siano spesso errate, ed in concomitanza con l’eccessiva sedentarietà, sono le cause principali dell’obesità non solo negli adulti ma soprattutto nei più giovani. Questo concetto è ampiamente conosciuto ma i dati in letteratura affermano che è ancora notevolmente sottovalutato. Un bambino sovrappeso o obeso avrà una maggiore predisposizione ad esserlo anche in età adulta con annessi rischi per la salute. Le Linee Guida per una Sana Alimentazione forniscono in merito dei consigli pratici da contestualizzare in base al soggetto ma che sono un ottimo punto di partenza: non saltare la prima colazione, consumare un maggior numero di alimenti di origine vegetale per garantire il giusto apporto di vitamine, sali minerali e fibre (es. frutta, verdura, legumi), limitare fortemente le bevande zuccherate e gli alimenti ricchi in grassi, zuccheri e sale, non escludere alcun gruppo alimentare per evitare insufficienti apporti di nutrienti di cui il fabbisogno è aumentato soprattutto in adolescenza come calcio e ferro, evitare quindi le “diete del momento” o schemi alimentari rigidi e praticare attività fisica. Le raccomandazioni internazionali suggeriscono per i bambini e gli adolescenti di svolgere circa 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa come ad esempio camminare, andare in bicicletta, salire le scale etc e circa 3 volte a settimana di attività vigorosa come praticare uno sport. Attualmente si è ben lontani da queste indicazioni, sicuramente è utile porsi degli obiettivi facilmente perseguibili e mantenerli con costanza. Non è infrequente notare nei ragazzi che praticano sport la preoccupazione delle famiglie che questi ultimi vadano incontro a carenze nutrizionali, proponendo come soluzioni junk food o alimenti molto calorici, favorendo così il rischio di malnutrizione per eccesso; va sottolineato che un incremento degli introiti alimentari andrebbe preso in considerazione per chi ha uno stile di vita attivo e pratica sport in maniera costante. L’alimentazione nelle varie discipline sportive è fortemente personalizzata e necessita di essere modulata in base agli orari di allenamento. Se quest’ultimo è di pomeriggio diviene essenziale fare una colazione ricca, completa e saziante e che lo spuntino di metà mattina sia formulato in modo da “alleggerire” il pranzo es. una porzione di pasta o riso conditi con sughi semplici e del Parmigiano (a patto che passino 2-3 ore dall’inizio dello sport), altrimenti è utile effettuare un secondo spuntino più copioso e rimodulare gli apporti nutrizionali dei pasti successivi. Se ci si allena nell’orario serale si consiglia di consumare una merenda completa (almeno due ore prima) come ad esempio yogurt + frutta fresca o cereali, pane con prosciutto (senza abusarne) ed una cena equilibrata e che nello stesso tempo renda agevole la digestione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dott.ssa Benedetta Bovini&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Biologa Nutrizionista specializzata in Nutrizione Clinica, riabilitazione nutrizionale pre e post chirurgia dell&#8217;obesità e trattamento dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)</em></p>
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		<title>I legumi: alimenti poco considerati ma dalle preziose caratteristiche nutrizionali</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 11:05:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">E’ fondamentale rendere consapevoli soprattutto i più giovani dell’importanza di imparare ad introdurre con la giusta frequenza alcuni cibi nella propria alimentazione. Benché sia un tema molto ampio da sviscerare è utile partire da un’osservazione ovvero che vi è un largo consumo di carni e formaggi nelle famiglie italiane rispetto a ciò che consigliano le Linee Guida per Una Sana Alimentazione: 0-3 volte alla settimana prediligendo carne bianca ed occasionalmente le carni lavorate (salumi, insaccati, carne in scatola) ed 1-3 volte a settimana i formaggi. Una delle motivazioni, oltre l’essere parte del patrimonio culturale, è la praticità in cucina. E’ giusto comprendere che in realtà con una buona organizzazione tutto può divenire pratico ed il consolidare l’abitudine di come alcuni alimenti debbano far parte dell’alimentazione quotidiana può risultare salvifico in termini di salute e benessere. Una particolare attenzione va fornita ai cibi poveri ma ricchi per eccellenza, i legumi. Essi sono definiti come i semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle <em>Leguminosae</em>: ceci, lenticchie, cicerchie, piselli, fave, fagioli, lupini. Hanno un basso indice glicemico, sono ricchi di fibre, aumentano la sazietà, sono buone fonti di vitamine tra cui i folati (fondamentali per il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale nel feto) e di minerali come il ferro; per garantirne il corretto assorbimento è sufficiente associare una fonte di vitamina C nello stesso pasto (agrumi, broccoli, cavolfiore, cavolo cappuccio, peperoni, rucola etc). Benché contengono una minor quota proteica rispetto alla carne, al pesce e alle uova sono un’ottima fonte di proteine ed attraverso l’abbinamento con i cereali quali pane, pasta, riso, orzo, farro etc si può fare il pieno di amminoacidi essenziali. Il piatto unico protagonista delle tavole dei nostri nonni come pasta e ceci o pasta e fagioli è completo ed estremamente nutriente dal punto di vista nutrizionale. Le motivazioni per cui si tende a consumarli meno frequentemente rispetto a quanto si dovrebbe (3-4 volte a settimana) possono essere sono legate ai potenziali fastidi intestinali che recano a cui si può ovviare acquistandoli decorticati e/o tenerli in ammollo prima della cottura minimo 8-9 ore, ciò garantisce anche la diminuzione della presenza di antinutrienti che rendono più difficoltoso l’assorbimento di vitamine e minerali. In cucina si consiglia di prepararli in abbondanza in modo tale da avere più porzioni a disposizione nella settimana e se si ha poco tempo una valida alternativa sono quelli già lessati in vetro. Come renderli più appetibili ai ragazzi? Via libera a polpette, burger, farinate, creme, sia come base su cui aggiungere cereali quali riso, pasta o farro oppure su del pane tostato. Dando spazio alla fantasia si possono realizzare delle preparazioni semplici, sfiziose e con un inestimabile guadagno in termini di salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dott.ssa Benedetta Bovini&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Biologa Nutrizionista specializzata in Nutrizione Clinica, riabilitazione nutrizionale pre e post chirurgia dell&#8217;obesità e trattamento dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)</em></p>
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		<title>L’importanza della prima colazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 10:17:29 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’ultima rilevazione del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute promosso dal Ministero della Salute si può affermare che il 20,4% dei bambini è in sovrappeso e circa il 9,4% è obeso; inoltre circa il 9% dei bambini non assume colazione al mattino e per un ben 36% non è nutrizionalmente adeguata. E’ pienamente conosciuto il concetto che sia importante soprattutto per i bambini e gli adolescenti consumare la prima colazione, chiarirne le motivazioni può risultare molto utile sia ai ragazzi che ai genitori. Numerosi studi affermano che ad un’adeguata prima colazione non solo sono associate migliori performances cognitive ma anche un minor rischio di obesità e di conseguenza dello sviluppo di patologie ad essa correlate tra cui spiccano il diabete e le malattie cardiovascolari; questo è in parte attribuibile al fatto che consumare il primo pasto della giornata, purché sia bilanciato,&nbsp; permette di imparare a gestire meglio il senso di fame e sazietà sin dalla giovane età, momento cruciale per instaurare corrette abitudini alimentari che perdurino nel tempo. Non è da sottovalutare che saltare il “pasto più importante della giornata” esponga i ragazzi a carenze di minerali e vitamine fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo in particolare calcio, ferro, vitamine del gruppo B e folati. Sicuramente è importante sottolineare che il cosa e quanto mangiare è estremamente soggettivo. Non vanno imposte regole rigide bensì i giovani andrebbero educati all’autoascolto: si consiglia di effettuare una prima colazione più abbondante (circa il 25-35% dell’energia giornaliera) qualora venga incluso un piccolo spuntino a metà mattina, viceversa se non si ha appetito appena svegli può non essere per forza copiosa purché si consumi una merenda più sostanziosa ed equilibrata. Uno degli alimenti che è frequentemente presente nelle tavole di tutti al mattino è il latte, ottima fonte di proteine, vitamine e minerali; il consumo di quest’ultimo può essere alternato allo yogurt, facendo attenzione alla quota di zuccheri semplici che non dovrebbe superare i 4-6g per 100g, quantità naturalmente presente in esso. In abbinamento si suggerisce di inserire una porzione di alimenti a base di carboidrati complessi preferibilmente integrali, come pane (a cui può essere aggiunto un velo di marmellata), dolce fatto in casa o pancakes, cereali da colazione, fette biscottate, biscotti secchi (ponendo attenzione all’ingredientistica) in associazione a della frutta secca (noci, nocciole, mandorle, anacardi etc) o creme di frutta secca 100%, fonti di grassi “buoni” per garantire che il pasto sia bilanciato e che il senso di sazietà sia mantenuto più a lungo. Qualora si prediligesse la colazione salata si può optare per una spremuta di agrumi o succo di frutta senza zuccheri aggiunti accompagnato da pane tostato con uova strapazzate o ricotta, in questo caso è bene tenere presente le frequenze settimanali di consumo di questi cibi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dott.ssa Benedetta Bovini&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>Biologa Nutrizionista specializzata in Nutrizione Clinica, riabilitazione nutrizionale pre e post chirurgia dell&#8217;obesità e trattamento dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)</em></p>
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		<title>Alimentazione antinfiammatoria</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 10:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tema dell’“alimentazione antinfiammatoria” è molto in voga e molto discusso, frequentemente infatti si sente parlare di come i cibi...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il tema dell’“alimentazione antinfiammatoria” è molto in voga e molto discusso, frequentemente infatti si sente parlare di come i cibi che introduciamo possano modulare la risposta infiammatoria del nostro organismo. È importante fare chiarezza facendo fede alle informazioni che riportano gli studi scientifici più recenti, per evitare che un tema così ampio e complesso venga banalizzato e soprattutto mal interpretato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per definizione da www.humanitas.it: <em>“L&#8217;infiammazione è un meccanismo tipico dell’immunità innata, che si instaura in presenza di agenti patogeni e di un danno tissutale di tipo chimico, fisico o biologico. L’infiammazione consente di eliminare la causa che è alla base, riparare le lesioni ai tessuti e ristabilire la normale funzionalità dell’organismo grazie all’intervento di cellule difensive”.</em> Di per sé si parla dunque di un processo di difesa innato e quindi, positivo. Il problema è quando l’infiammazione diventa cronica ovvero che perdura nel tempo, è noto infatti che faccia parte del processo fisiopatologico di molte patologie come quelle cardiovascolari o del diabete o dell’obesità, basti pensare al grasso viscerale il quale determina un accumulo di molecole pro-infiammatorie. Tra le cause d’ infiammazione cronica vi sono non solo patologie autoimmuni o croniche, ma anche e soprattutto una dieta sbilanciata. Il modo in cui ci alimentiamo permette di introdurre molecole antiossidanti e di modulare la risposta ormonale, in particolare alti livelli dell’ormone insulina nel sangue sono correlati ad uno stato di flogosi. Attraverso l’alimentazione si possono introdurre sia gli antiossidanti esogeni ovvero quelli presenti nei cibi, sia in abbinamento all’attività fisica, si può stimolare l’organismo a produrre un maggior numero di antiossidanti endogeni ovvero quelli che già produce di per sé; in particolare: ferro maggiormente biodisponibile (carne e pesce), vitamina C (agrumi, fragole, peperoni, rucola, ribes etc), vitamina B12 (carne, pesce, uova), zinco (pesce, avena in chicco etc) e folati (bietole, spinaci, carciofi, asparagi, indivia, agretti, agrumi, fragole etc). È bene ricordare la rilevanza dell’acquisto di cibi freschi e soprattutto di stagione facendo attenzione all’utilizzo di pesticidi. Oggi c’è una maggior attenzione riguardo il potere antiossidante ed antinfiammatorio di molecole organiche come i polifenoli. Tra questi ultimi spiccano le antocianine (frutta e verdura di colore rosso e blu), flavanoli (the verde, foglie ed alcuni tipi di frutta e verdura), flavanoni (agrumi), flavoni (frutta) catechine (cacao di buona qualità).Tra gli antiossidanti esogeni vi sono anche i carotenoidi (frutta e verdura di colore giallo-arancione es. carote, zucca, agrumi, pomodori etc) vitamina C e vitamina E (frutta secca ed Olio Extravergine di Oliva). Al fine di regolare l’equilibrio glicemico si consiglia di prediligere alimenti integrali (orzo, farro, amaranto, quinoa, grano saraceno, avena ma anche pane, pasta e riso nelle giuste quantità), legumi, verdure e di bilanciare il proprio pasto con il giusto apporto di carboidrati, proteine, fibre e grassi. Questi ultimi devono essere di qualità es. Olio Extravergine di Oliva escludendo invece quelli vegetali quali olio di colza, mais, palma, olio di semi misti, olio di girasole; inoltre, come erroneamente si può sostenere, non conta “fare il pieno” di acidi grassi<strong> </strong>omega-3, contenuti principalmente nel pesce azzurro come sogliola, branzino, sgombro, acciughe etc, piuttosto ciò che fa la differenza è il corretto bilanciamento con gli acidi grassi omega-6, per questo si consiglia di consumare pesce 3-4 volte a settimana prediligendo quello fresco o surgelato e non in scatola/salamoia mentre per i vegetariani ed i vegani un buon compromesso è il consumo di frutta secca e olio di semi di lino. E’ fondamentale fare la premessa che non esistono cibi o integratori miracolosi infatti ciò che davvero conta è l’educazione nel mantenere nel tempo e con la giusta costanza uno stile di vita sano che racchiuda sia un’ alimentazione equilibrata che escluda cibi ipercalorici, processati e ricchi di sale, carni provenienti da allevamenti intesivi, bibite e bevande gassate, ma anche la regolare pratica dell’attività fisica e un adeguato riposo notturno.</p>
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		<title>Alimentazione nel periodo estivo: i consigli della nutrizionista</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 10:04:27 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Durante il periodo estivo è frequente ricevere molte informazioni su cosa sia importante mangiare ovvero quali siano gli alimenti nostri “alleati” con l’innalzarsi delle temperature e di come è essenziale idratarsi correttamente. E’ noto che una maggiore perdita di liquidi implichi la necessità di reintegrare sia l’acqua che i sali minerali ed è possibile farlo soprattutto grazie a ciò che si consuma a tavola. Via libera a frutta e verdura che la stagione estiva regala, in particolare: pomodori, cetrioli, lattuga, zucchine, peperoni, anguria, melone, pesche, albicocche. C’è da sottolineare che in estate spesso si consuma molta frutta sostituendola addirittura ad un pasto principale con la convinzione che sia una scelta salutare ma in realtà non può considerarsi bilanciata poiché la frutta contiene prevalentemente zuccheri semplici, acqua e fibra; soprattutto se si hanno problemi di diabete, obesità e colon irritabile è fondamentale non eccederne. Riguardo al tema idratazione più che concentrarsi sul “come” farlo, che è noto a tutti, è importante capire che attraverso l’abuso nel consumo di alcuni alimenti si può andare incontro molto facilmente a disidratazione, trattenendo liquidi. Ciò è spesso accompagnato da sensazioni spiacevoli quali la pesantezza ed il gonfiore sia addominale sia a livello degli arti inferiori. Si citano soprattutto bevande alcoliche ma anche alimenti conservati e ricchi in sale, spesso protagonisti del periodo estivo poiché sono facilmente reperibili e non necessitano di cottura. Chi almeno una volta non ha consumato sotto l’ombrellone insalate di riso o prosciutto e melone?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito si consiglia di utilizzare ingredienti freschi e salutari: verdure di ogni tipo, riso ma anche orzo, farro, cous cous, quinoa, miglio, grano saraceno, uova, legumi, carne bianca, pesce come ad esempio gamberetti, tonno o salmone (senza abusarne), Olio Extravergine di Oliva o avocado/pesto fatto in casa ed erbe aromatiche ricche di antiossidanti come basilico, origano, prezzemolo, menta, salvia, timo, rosmarino, coriandolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ importante essere consapevoli che nonostante vengano utilizzati ingredienti di qualità, se sono presenti in abbondanza inevitabilmente aumenta sia la componente calorica del pasto sia la difficoltà di digestione, la parola chiave è sempre “equilibrio”. Riguardo questo ultimo aspetto sono sconsigliate lunghe cotture, per la verdura è preferibile comunque quella al vapore piuttosto che la bollitura. Sicuramente la scelta migliore è quella di prediligere cibi freschi prestando attenzione che i metodi di conservazione siano corretti e sicuri. Si raccomanda inoltre di prestare attenzione al consumo eccessivo di formaggi poiché oltre al loro elevato contenuto in grassi che è in media dal 20 al 35%, non risultano ottimi alleati dell’apparato digerente. Ad esempio la caprese, pietanza simbolo dell’estate, andrebbe inserita con moderazione all’interno della propria alimentazione poiché la mozzarella, oltre al suo notevole contenuto della componente lipidica, subisce nel processo di produzione la denaturazione delle proteine che ne rendono la digestione difficoltosa. Un ulteriore suggerimento che diventa anche un ottimo spunto di riflessione, è l’importanza di praticare attività fisica anche in estate. Al contrario di ciò che si pensa nello scenario comune questo permette di aumentare la pressione sanguigna, utile soprattutto a chi soffre di ipotensione e di contrastare il ristagno dei liquidi oltre ai numerosi benefici già conosciuti; ovviamente si raccomanda idratarsi sempre a sufficienza e di evitare le ore centrali del giorno.</p>
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		<title>Colesterolo &#8220;alto”: facciamo chiarezza</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 09:10:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In seguito alla presa visione delle analisi ematiche di routine il valore della colesterolemia è tra i primi a cui...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In seguito alla presa visione delle analisi ematiche di routine il valore della colesterolemia è tra i primi a cui si consiglia prestare attenzione poiché è tra i  più comunemente alterati nella fascia di età che va dai 50 anni in su, sia negli uomini sia, anche se in misura minore, nelle donne. Quello che può destare preoccupazione è che a volte il colesterolo ematico può non rientrare nei range di normalità anche per chi conduce uno stile di vita sano e non è in una condizione di sovrappeso/obesità, in questo caso l’ipercolesterolemia trova spesso la sua origine in alterazioni a livello genetico. Ciò sicuramente non prescinde dall’importanza di avere un corretto stile di vita ai fini della prevenzione, soprattutto perché è ben consolidata la correlazione tra eccesso di colesterolo nel sangue e patologie cardiovascolari. Per affrontare questa tematica in maniera più ampia occorre partire dalle basi: il colesterolo è una molecola lipidica che viene sia assorbita dal nostro organismo a livello intestinale sia prodotta a livello endogeno. Quello di origine esogena deriva prevalentemente dall’alimentazione ma in realtà, a discapito dalla credenza più comune, la quota prevalente è sintetizzata dal nostro organismo indipendentemente dal suo assorbimento attraverso ciò che mangiamo. Tuttavia, seguire una dieta con alimenti a base di grassi saturi e colesterolo (carni grasse, insaccati, strutto, lardo, alcuni prodotti lattiero/caseari, olio di cocco, prodotti da forno/pasticceria etc) favorisce un aumento della colesterolemia in modo consistente, poiché i grassi, accumulandosi a livello del fegato, forniscono una maggiore quantità di molecole disponibili per la sintesi di colesterolo. L’<em>American</em> <em>Heart Association </em>raccomanda di mantenere un peso corporeo nella norma, consumare frutta ed alimenti ricchi di fibra come verdure, cereali preferibilmente integrali e legumi. È importante constatare che la fibra solubile, soprattutto i betaglucani, è molto utile nel contrastare sia l’assorbimento degli zuccheri sia l’eccesso di colesterolo nel sangue. Inoltre è bene minimizzare l’introito di bevande e cibi zuccherini e moderare l’assunzione di sale ed alcool. Per di più nel caso si soffra di ipercolesterolemia è consigliato togliere dagli alimenti il grasso visibile, preferire metodi di cottura salutari, preferire il consumo di latte e derivati magri e fare attenzione alla tipologia di grassi assunti con la dieta. In questo caso, l’Olio Extravergine di Oliva poichè oltre ad avere acidi grassi monoinsaturi (grassi buoni) contiene numerose molecole ad azione antiossidante, diviene l’alimento principe; dato il suo elevato contenuto calorico va comunque consumato con moderazione. A proposito di colesterolo non si possono non citare le uova, a lungo demonizzate. In realtà non sono solo un alimento ricco in nutrienti, è infatti ormai evidente alla comunità scientifica una mancata correlazione tra il loro consumo ed un aumento del rischio cardiovascolare. Possono essere perciò consumate tranquillamente anche da chi soffre di ipercolesterolemia, rispettando la frequenza di 2-4 uova a settimana. Ancora una volta si ha la dimostrazione di come uno stile di vita sano abbinato alla giusta prevenzione “a tavola” possa essere un concreto e forte alleato per la nostra salute.</p>
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		<title>Poche e semplici mosse per una spesa consapevole</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 08:51:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non vi è una definizione precisa di cosa significhi “spesa consapevole”, sicuramente si sposa con il concetto di alimentazione sostenibile...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Non vi è una definizione precisa di cosa significhi “spesa consapevole”, sicuramente si sposa con il concetto di alimentazione sostenibile ovvero che abbia un basso impatto ambientale e che contribuisca alla sicurezza alimentare e nutrizionale e alla salute di ognuno di noi. La produzione di alimenti causa necessariamente un impatto ambientale poiché porta ad emissioni di gas ad effetto serra, consumo di risorse idriche, riduzione della biodiversità ed inquinamento. È di fondamentale importanza quando si sceglie cosa porre nelle nostre tavole considerare questo e fare allo stesso tempo attenzione agli sprechi alimentari. Si stima infatti che circa il 53% degli sprechi avviene lungo la filiera di produzione e distribuzione alimentare ma di un ben 47% sono responsabili i consumatori. Da ciò non è complicato intuire che ognuno di noi nel suo piccolo può fare molto. Sicuramente sarebbe preferibile prediligere un’alimentazione ad impronta vegetale ricca in legumi, frutta e verdura e ridurre (che non significa eliminare) il consumo di carne, considerando che soprattutto i paesi Occidentali tendono ad abusarne, poiché i suoi processi produttivi richiedono più risorse. Anche latte e derivati rappresentano un’ottima fonte proteica con un impatto ambientale ridotto a confronto della carne, facendo comunque fede al rispetto delle frequenze settimanali e delle quantità adatte ai fabbisogni nutrizionali di ogni individuo. Per quanto riguarda frutta e verdura sarebbe opportuno sceglierle nel rispetto della loro stagionalità, sia perché per definizione in questo modo la loro produzione può avvenire sia in campo aperto che in serra senza l’utilizzo di risorse energetiche aggiuntive, sia perché si può godere maggiormente delle loro proprietà nutrizionali. L’ideale inoltre sarebbe fare attenzione ai tempi e ai metodi di cottura prediligendo quella con pentola a pressione o al microonde e riducendo l’utilizzo del forno elettrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento della spesa svolge un ruolo cruciale soprattutto in termini di sprechi alimentari. Si consiglia infatti di organizzare i propri acquisti in base alle reali necessità, collocando nel frigorifero gli alimenti con data di scadenza più recente in posizione maggiormente visibile, ricordandosi che la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” indica che il prodotto è ancora sicuro oltre la data riportata. Spesa consapevole significa imparare a leggere le etichette alimentari, non facendo solo caso alla provenienza, alla data di scadenza o al confezionamento ma anche agli ingredienti presenti nell’alimento. Questi ultimi sono scritti in ordine decrescente: i primi citati sono quelli presenti in maggiore quantità; è sempre consigliabile evitare l’acquisto di alimenti con liste di ingredienti molto lunghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seppur questi consigli siano semplici ed alla portata di tutti i dati in letteratura evidenziano che ci sia ancora molto da migliorare nelle scelte sui prodotti da acquistare, soprattutto in termini di sostenibilità e prevenzione degli sprechi. Un aspetto da tenere a mente con l’inizio del nuovo anno è che ognuno di noi, come per il raggiungimento di qualsiasi traguardo, può davvero fare la differenza con dei piccoli accorgimenti che però hanno un grande potere.</p>
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		<title>Alimentazione e salute: l’importanza della prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2024 08:49:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il detto “prevenire è meglio che curare” che i nostri nonni hanno utilizzato per secoli e che tuttora è in...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il detto “prevenire è meglio che curare” che i nostri nonni hanno utilizzato per secoli e che tuttora è in voga non è solo veritiero, ma estremamente attendibile quando si parla di sanità. L’obesità è una condizione epidemica caratterizzata da un incremento del tessuto adiposo che determina una compromissione dello stato di salute e ad oggi rappresenta una grave emergenza sanitaria. Secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) insieme alla condizione di sovrappeso è responsabile di circa l’80% dei casi di diabete di tipo II, del 35% delle cardiopatie e del 55% di ipertensione negli adulti, oltre che un fattore di rischio per alcune forme tumorali. In Italia si osservano percentuali di sovrappeso pari al 32% e di obesità del 10%. Un metodo molto diffuso (seppur da considerare come screening iniziale) nella diagnosi è il BMI: il rapporto tra peso e statura elevata al quadrato (kg/m²) secondo cui la condizione di sovrappeso viene indicata per valori pari o superiori a 25 kg/m² e inferiori a 30 kg/m² , mentre per l’obesità pari o superiori a 30 kg/m². E’ necessario avvalersi anche di altri indici antropometrici tra cui la Circonferenza Vita (CV) la quale ci permette di stimare in maniera semplice e abbastanza affidabile il grasso viscerale. Quest’ultimo è un vero e proprio organo produttore di sostanze infiammatorie che concorrono allo sviluppo di patologie cardiovascolari, ma anche di diabete e dislipidemie, infatti è ormai noto in letteratura che ha più rilevanza la localizzazione della massa grassa rispetto alla sua quantità totale ribadendo l’importanza della prevenzione di accumulo di adipe soprattutto a livello addominale. Da ciò si può intuire che la credenza ancora molto comune che il peso abbia un ruolo rilevante nella definizione di un buono stato di salute e di benessere va abbandonata. È molto frequente che vi siano atleti con BMI superiore a 25 e quindi per definizione in sovrappeso ma con una massa muscolare estremamente sviluppata e viceversa soggetti con un BMI nella norma ma con dei livelli di grasso viscerale al di fuori dei range, normopeso non è sinonimo di metabolicamente sano. Molto spesso si ha l’esigenza di ricorrere alla “pillola magica” o alla “dieta last minute” credendo fortemente che il vero problema siano i chili da perdere senza pensare che a nostra disposizione abbiamo uno strumento di grande valore su cui ognuno di noi dovrebbe investire: la prevenzione. Le Linee Guida per una Sana Alimentazione consigliano che quest’ultima sia varia ed il più possibile equilibrata, è importante favorire il consumo di alimenti ricchi di fibre per promuovere il benessere intestinale, mantenere il senso di sazietà più a lungo e per un miglior controllo dei valori glicemici: orzo, farro, pane, pasta, riso integrali, legumi, frutta e verdura di stagione le quali contengono non solo vitamine e sali minerali ma anche delle molecole ad azione protettiva. Ciò che fa la differenza non è il singolo componente ma la globalità di quello che mangiamo. Si consiglia inoltre che nel piatto siano presenti anche carne, pesce, uova, latticini, formaggi e fonti di grassi buoni di cui l’Olio Extravergine di Oliva è il protagonista. Nessun alimento deve essere escluso ma è necessario capire quali sono le modalità con cui includere i cibi rispettando quantità e frequenze necessarie al rispetto dei propri fabbisogni nutrizionali. E’ essenziale avere una corretta idratazione ma anche praticare attività fisica ponendola alla base delle attività quotidiane, abbandonando l’idea che se ci si mantiene attivi si debba necessariamente mangiare di più. Piuttosto che ricercare le mode alimentari del momento ciò che farà sempre la differenza è costruire le basi per un benessere consapevole e soprattutto duraturo.</p>
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		<title>Dicembre: regali inaspettati sotto l’albero</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 14:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dicembre è il mese del Natale, tra i doni da non sottovalutare per fare il pieno di sostanze benefiche per...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dicembre è il mese del Natale, tra i doni da non sottovalutare per fare il pieno di sostanze benefiche per il nostro organismo ci sono sicuramente gli ortaggi e la frutta caratteristici dei mesi invernali: cavoli, cavolfiori, broccoli, finocchi, insalate, spinaci, bietole, carciofi, radicchio, mele, pere, mandarini, pompelmi e arance. Una porzione di queste ultime è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C di più di 2/3. Numerosi studi, infatti, confermano che la vitamina C ha degli effetti positivi nella guarigione dei malanni stagionali come il comune raffreddore, ha proprietà antiossidanti, favorisce l’assorbimento intestinale del ferro e per essere assimilata più efficacemente sarebbe più opportuno che sia gli ortaggi (es. rucola, lattuga, cavolo rosso, broccoli) sia i frutti (es. agrumi, frutti rossi, fragole) in esso contenuta siano consumati freschi, data la sua spiccata sensibilità alla luce ed al calore. Tipiche di questa stagione sono anche le verdure che appartengono alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em> tra cui broccoli, cavoli, cavolfiori che, oltre ad avere poche calorie, un elevato contenuto in fibra, vitamine e sali minerali, contengono sostanze chiamate glucosinolati. Questi ultimi ad opera dell’enzima mirosinasi vengono trasformati in composti con potenziali effetti protettivi su alcune forme tumorali. Un aspetto curioso è che la mirosinasi si libera in seguito al taglio o all’attacco di parassiti ed è inoltre molto sensibile al calore, per questo è preferibile che questi ortaggi siano consumati al vapore o ancor meglio in insalata. Ultimi per citazione, ma non per importanza sono i legumi ovvero ceci, lenticchie, piselli, cicerchie, fagioli: via libera al loro consumo anche sotto forma di zuppe, minestroni e vellutate, un vero e proprio comfort food con l’abbassarsi delle temperature. Da notare l’importanza della loro associazione con pane, pasta, riso o altri cereali come orzo, farro, quinoa, sorgo, bulgur, grano saraceno etc. poiché grazie a questa combinazione è possibile ottenere un piatto contenente proteine ad elevato valore biologico, le stesse presenti nelle uova, nella carne o nel pesce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se pensate che queste informazioni e curiosità possano fungere da preambolo ad una serie di indicazioni su come gestire l’alimentazione durante le festività potrete rimanere delusi. Quanti di voi si chiedono se esista un regime alimentare da seguire prima e dopo le feste per compensare agli eccessi a tavola? Sicuramente una netta maggioranza. La verità è che spesso si perde di vista il concetto che il cibo è strettamente connesso alla convivialità, alle emozioni, al vissuto di ognuno di noi. Le pietanze che vengono assaporate durante i periodi di festa evocano dei ricordi unici che spesso le rendono ancora più gradevoli al gusto. Il concetto che si debba “porre rimedio” ai pasti più abbondanti durante le festività mette in secondo piano o non considera gli aspetti più simbolici del cibo, andando controcorrente al concetto di equilibrio. E’ proprio laddove c’è una forte privazione che si ha l’incipit per favorire gli eccessi. Tra i consigli che possono tornare utili vi sono sicuramente quello di idratarsi in maniera corretta soprattutto per favorire i processi digestivi, ascoltare il proprio senso di fame e sazietà e mantenersi attivi non per “smaltire” il cibo o “eliminare” i sensi di colpa, ma per includere la parola <em>benessere</em> in maniera gentile ed al contempo decisa.</p>
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		<title>Torta di mele leggera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Benedetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 16:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>INGREDIENTI PROCEDIMENTO Montare lo zucchero con le uova, aggiungere poi la farina, l&#8217;olio di semi, il latte, il lievito, la...</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" width="768" height="1024" src="https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3355" srcset="https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-768x1024.jpg 768w, https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-225x300.jpg 225w, https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-1152x1536.jpg 1152w, https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-1536x2048.jpg 1536w, https://benedettabovini.it/wp-content/uploads/2023/10/Snapseed-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<h4 class="wp-block-heading">INGREDIENTI</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>200g di farina di farro</li>



<li>2 uova</li>



<li>60 ml di olio di semi</li>



<li>100 ml di latte parzialmente scremato o vegetale</li>



<li>3 mele</li>



<li>60g di zucchero di canna</li>



<li>1/2 bustina di lievito istantaneo per dolci</li>



<li>1 bustina di vanillina</li>



<li>cannella q.b</li>
</ul>
</div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading">PROCEDIMENTO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Montare lo zucchero con le uova, aggiungere poi la farina, l&#8217;olio di semi, il latte, il lievito, la vanillina, le mele ed infine la cannella. Infornare in forno ventilato a 180 gradi per circa 35 minuti. Sfornare  e servire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Buon appetito!</p>
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