Scroll Top

I legumi: alimenti poco considerati ma dalle preziose caratteristiche nutrizionali

E’ fondamentale rendere consapevoli soprattutto i più giovani dell’importanza di imparare ad introdurre con la giusta frequenza alcuni cibi nella propria alimentazione. Benché sia un tema molto ampio da sviscerare è utile partire da un’osservazione ovvero che vi è un largo consumo di carni e formaggi nelle famiglie italiane rispetto a ciò che consigliano le Linee Guida per Una Sana Alimentazione: 0-3 volte alla settimana prediligendo carne bianca ed occasionalmente le carni lavorate (salumi, insaccati, carne in scatola) ed 1-3 volte a settimana i formaggi. Una delle motivazioni, oltre l’essere parte del patrimonio culturale, è la praticità in cucina. E’ giusto comprendere che in realtà con una buona organizzazione tutto può divenire pratico ed il consolidare l’abitudine di come alcuni alimenti debbano far parte dell’alimentazione quotidiana può risultare salvifico in termini di salute e benessere. Una particolare attenzione va fornita ai cibi poveri ma ricchi per eccellenza, i legumi. Essi sono definiti come i semi commestibili delle piante appartenenti alla famiglia delle Leguminosae: ceci, lenticchie, cicerchie, piselli, fave, fagioli, lupini. Hanno un basso indice glicemico, sono ricchi di fibre, aumentano la sazietà, sono buone fonti di vitamine tra cui i folati (fondamentali per il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale nel feto) e di minerali come il ferro; per garantirne il corretto assorbimento è sufficiente associare una fonte di vitamina C nello stesso pasto (agrumi, broccoli, cavolfiore, cavolo cappuccio, peperoni, rucola etc). Benché contengono una minor quota proteica rispetto alla carne, al pesce e alle uova sono un’ottima fonte di proteine ed attraverso l’abbinamento con i cereali quali pane, pasta, riso, orzo, farro etc si può fare il pieno di amminoacidi essenziali. Il piatto unico protagonista delle tavole dei nostri nonni come pasta e ceci o pasta e fagioli è completo ed estremamente nutriente dal punto di vista nutrizionale. Le motivazioni per cui si tende a consumarli meno frequentemente rispetto a quanto si dovrebbe (3-4 volte a settimana) possono essere sono legate ai potenziali fastidi intestinali che recano a cui si può ovviare acquistandoli decorticati e/o tenerli in ammollo prima della cottura minimo 8-9 ore, ciò garantisce anche la diminuzione della presenza di antinutrienti che rendono più difficoltoso l’assorbimento di vitamine e minerali. In cucina si consiglia di prepararli in abbondanza in modo tale da avere più porzioni a disposizione nella settimana e se si ha poco tempo una valida alternativa sono quelli già lessati in vetro. Come renderli più appetibili ai ragazzi? Via libera a polpette, burger, farinate, creme, sia come base su cui aggiungere cereali quali riso, pasta o farro oppure su del pane tostato. Dando spazio alla fantasia si possono realizzare delle preparazioni semplici, sfiziose e con un inestimabile guadagno in termini di salute.

Dott.ssa Benedetta Bovini – Biologa Nutrizionista specializzata in Nutrizione Clinica, riabilitazione nutrizionale pre e post chirurgia dell’obesità e trattamento dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)

Post Recenti
Clear Filters

Una sana alimentazione in età scolare è essenziale per un adeguato sviluppo sia fisico che cognitivo ma soprattutto affinché si…

E’ fondamentale rendere consapevoli soprattutto i più giovani dell’importanza di imparare ad introdurre con la giusta frequenza alcuni cibi nella…

Secondo l’ultima rilevazione del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute promosso dal Ministero della Salute si può affermare che il…