Colesterolo “alto”: facciamo chiarezza

In seguito alla presa visione delle analisi ematiche di routine il valore della colesterolemia è tra i primi a cui si consiglia prestare attenzione poiché è tra i  più comunemente alterati nella fascia di età che va dai 50 anni in su, sia negli uomini sia, anche se in misura minore, nelle donne. Quello che può destare preoccupazione è che a volte il colesterolo ematico può non rientrare nei range di normalità anche per chi conduce uno stile di vita sano e non è in una condizione di sovrappeso/obesità, in questo caso l’ipercolesterolemia trova spesso la sua origine in alterazioni a livello genetico. Ciò sicuramente non prescinde dall’importanza di avere un corretto stile di vita ai fini della prevenzione, soprattutto perché è ben consolidata la correlazione tra eccesso di colesterolo nel sangue e patologie cardiovascolari. Per affrontare questa tematica in maniera più ampia occorre partire dalle basi: il colesterolo è una molecola lipidica che viene sia assorbita dal nostro organismo a livello intestinale sia prodotta a livello endogeno. Quello di origine esogena deriva prevalentemente dall’alimentazione ma in realtà, a discapito dalla credenza più comune, la quota prevalente è sintetizzata dal nostro organismo indipendentemente dal suo assorbimento attraverso ciò che mangiamo. Tuttavia, seguire una dieta con alimenti a base di grassi saturi e colesterolo (carni grasse, insaccati, strutto, lardo, alcuni prodotti lattiero/caseari, olio di cocco, prodotti da forno/pasticceria etc) favorisce un aumento della colesterolemia in modo consistente, poiché i grassi, accumulandosi a livello del fegato, forniscono una maggiore quantità di molecole disponibili per la sintesi di colesterolo. L’American Heart Association raccomanda di mantenere un peso corporeo nella norma, consumare frutta ed alimenti ricchi di fibra come verdure, cereali preferibilmente integrali e legumi. È importante constatare che la fibra solubile, soprattutto i betaglucani, è molto utile nel contrastare sia l’assorbimento degli zuccheri sia l’eccesso di colesterolo nel sangue. Inoltre è bene minimizzare l’introito di bevande e cibi zuccherini e moderare l’assunzione di sale ed alcool. Per di più nel caso si soffra di ipercolesterolemia è consigliato togliere dagli alimenti il grasso visibile, preferire metodi di cottura salutari, preferire il consumo di latte e derivati magri e fare attenzione alla tipologia di grassi assunti con la dieta. In questo caso, l’Olio Extravergine di Oliva poichè oltre ad avere acidi grassi monoinsaturi (grassi buoni) contiene numerose molecole ad azione antiossidante, diviene l’alimento principe; dato il suo elevato contenuto calorico va comunque consumato con moderazione. A proposito di colesterolo non si possono non citare le uova, a lungo demonizzate. In realtà non sono solo un alimento ricco in nutrienti, è infatti ormai evidente alla comunità scientifica una mancata correlazione tra il loro consumo ed un aumento del rischio cardiovascolare. Possono essere perciò consumate tranquillamente anche da chi soffre di ipercolesterolemia, rispettando la frequenza di 2-4 uova a settimana. Ancora una volta si ha la dimostrazione di come uno stile di vita sano abbinato alla giusta prevenzione “a tavola” possa essere un concreto e forte alleato per la nostra salute.

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